se qualche mente sciagurata dovesse mai concepire il gesto scellerato di “silenziarLa”, gli ricorderei il nobile pensiero del grande Voltaire: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”. Chi scrive è uno dei tanti che Ella – dall’alto di una posizione nella quale ogni parola e ogni gesto si caricano di significati che incidono nella vita di relazione di ognuno – gradirebbe “silenziare” e che tuttavia Le dichiara la propria disponibilità a difenderLa se qualcuno volesse “silenziare” Lei. A questo qualcuno, come a Lei, ricorderei anche che la condizione di esprimere liberamente le proprie idee è una conquista di civiltà che l’uomo ha pagato duramente con le antiche crocefissioni, i roghi del medioevo, le fucilazioni e le camere a gas in pieno secolo XX. Spero solo, esimio Presidente, che la Sua filosofia “silenziante”, non si faccia spettro che gira per l’Europa dove – si dice – Ella è molto ascoltato. Ma spero innanzitutto che la Sua filosofia di mettere il bavaglio a chi non la pensa come Lei, non l’abbia insegnata ai Suoi discenti della Bocconi. Con legittima indignazione.
Romolo Liberale
QUANTI PRETI VORRANNO RISPONDERE ALL’APPELLO DI DON ALDO?
L’indignazione di don Aldo Antonelli per le oscenità berlusconiane di cui sono pieni gli organi di informazione nazionali e internazionali, è arrivata sul tavolo, e speriamo nella coscienza, di oltre cinquanta parroci e del Vescovo dei Marsi Pietro Santoro sotto forma di una proposta eclatante: per domenica prossima, tener chiuse le chiese e non celebrare messe, in segno di protesta per il silenzio delle gerarchie vaticane sull’ignobile spettacolo che si consuma nelle ricche ville di chi ci rappresenta in Italia e all’estero. A proposito del quale, va meditato il severo ammonimento di Josè Saramago al popolo italiano se, ancora una volta, ”gli dovesse mettere la poltrona presidenziale sotto le immonde chiappe”. Qualche domanda è legittima: quanti preti vorranno rispondere positivamente, insieme al vescovo, alla motivata a cristiana proposta di don Aldo? E quanti preti vorranno ricordare, con l’iniziativa proposta da don Aldo, che Gesù di Nazaret, proprio all’inizio della sua vita pubblica, il primo gesto che compì fu quello di scacciare i mercanti dal tempio? Quanti preti vorranno considerare, al di là delle prediche rituali, che nella categoria di coloro ai quali è negato il regno dei cieli, figura anche il nome di Silvio Berlusconi? Quanti preti vorranno interrogarsi sulla esigenza, per la Chiesa, di non mercanteggiare il silenzio con tornaconti che segnano lo scadimento dell’etica e della morale?
Don Andrea Gallo, tutte le volte che parla della
Chiesa, non dice genericamente “la chiesa”, ma la “mia Chiesa”, per
sottolineare che cristiano è colui che ama la propria Chiesa e per
questo la vuole mite, povera, pulita. Cristiana, appunto! Il che è tutto
l’inverso di una Chiesa arrogante, ricca, sporca. Il che contraddice l’
essenza dell’essere e dell’agire cristiano. Ma innanzitutto che la
Chiesa è di tutti. Ed è a questi tutti che va chiesto un sussulto di
indignazione, che ha la forza dell’amore, perchè la Chiesa – “senza se e
senza ma”, per usare un’espressione oggi di moda – faccia sentire, con,
voce alta, con chi sta. E dica anche a Mons. Fisichella, il quale fa il
bonista e si ingegna maldestramente ad accreditare come bonista il
personaggio che in Italia e nel mondo ci fa vergognare, che la sua
sortita rappresenta un pericoloso punto di scadimento dei valori
cristiani.
Quale può essere la linea di demarcazione
tra quanti, nella Chiesa, pensano e operano come Mons. Fisichella, e, al
contrario, pensano e operano come il Cardinale Carlo Maria Martini? E
il modo come, da cristiani, si sta nella Chiesa (che non ha
“proprietari”) e ci si comporta nella società? Il Cardinale Martini
sostiene che “compito della Chiesa è testimoniare la parola di Dio, il
Verbo incarnato, il mondo dei giusti”. E aggiunge che “tutto il resto è
secondario”. Se quel che è “secondario” nella Chiesa è divenuto
“primario”, è giusto che i preti interrogati da don Aldo si riprendano,
con gesti di motivata protesta, quel che loro vien tolto e che sta al
centro della propria scelta sacerdotale. Solo così potranno dare una più
alta dimensione alla propria capacità e vocazione pastorale rispetto a
quella diplomatica e teologica o, peggio, tornacontista e mercantile.
DOVEROSA GRATITUDINE
In una società sempre più attraversata da disvalori,
emarginazioni, disfacimento etico-morale, offese devastanti alla
convivenza civile, uso delle istituzioni per vergognosi arricchimenti ad
personam, trovare un’oasi nella quale si respirano alto impegno
professionale, sollecita attenzione per il malato, stretta sintonia tra
settore medico e settore paramedico, è da salutare come confortante
testimonianza a cui rivolgere sentita e doverosa gratitudine nel
congiunto rammarico dei continui tagli che finiscono sempre a danno dei
cittadini.
E’ quello che faccio dopo 15 giorni di
degenza e di cura presso la clinica “Di Lorenzo” dove la professionalità
medica, il rapporto umano, l’eccellenza della strumentazione tecnica,
hanno segnato i miei giorni con esito quanto mai positivo in termini di
accertamenti e terapia.
Ed è giusto che io testimoni pubblicamente i
miei sentimenti di riconoscenza a quanti – staff medico e
infermieristico – mi sono stati sollecitamente vicini.
Romolo Liberale
Mauro Rai
A Mauro
per conoscenza e RI-conoscenza
Desidero che ti rimanga viva testimonianza
della mia immensa gratitudine per il tuo
generoso contributo-omaggio per miei 90 anni. Ho percepito il senso
della tua partecipazione – e lo conservo nel cuore - come segno di un
rapporto di stima e di amicizia che si costruisce nella limpida
condivisione di valori che un mondo sempre più disumanizzato tende a
vanificare. Incontrarci nei momenti significativi della nostra vita
intorno a valori che collegano il nostro passato all’impegno sul
presente e al sogno del futuro, è preservare la nostra umanità per
donarla, quale patrimonio inalienabile, alle future generazioni.
ROMOLO LIBERALE
Avezzano 28 marzo 2012
Al Maestro Ettore Farina
03039 SORA (FR)
Gent. Maestro,
allego la richiesta liberatoria per la
registrazione presso la SIAE del “nostro” Stabat Mater. Lo spartito che
ha voluto cortesemente mandarmi mi ha coinvolto in parte culturalmente e
in parte emotivamente. Ho sentito quanto può la connessione tra la
parola di poesia di un laico e la creatività di un musicista di
sentimenti religiosi. Mi pare di poter dire che il livello di
spiritualità che musica e poesia generano nell’ascoltatore, rende
giustizia all’assimilazione del dolore di una madre di duemila anni fa
che si rinnova drammaticamente nel dolore di molte madri del nostro
tempo.
Sentitissimi ringraziamenti per l’impegnata elaborazione e per la iniziativa di farne un CD.
Ho visto e rivisto il bel documentario su “Il
culto Lauretano nel Ducato di Sora” di Antonio Mantova: è un
documentario che testimonia come i percorsi religiosi, in particolare
quelli più genuini della religiosità popolare svincolata dai
condizionamenti della gerarchia, hanno largamente contribuito al farsi
della storia. Di tutto ancora in vivissimo grazie.
Nell’auspicio di poterci incontrare a Sora o ad Avezzano, la saluto molto cordialmente.
Romolo Liberale
Avezzano 17 febbraio 2010
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