Associazione Presenza Culturale

amici di Romolo Liberale

Lettere

A Mario Monti

L'appello di Don Aldo

 DOVEROSA GRATITUDINE

 

 

 

 COSI’ HO SCRITTO A MARIO MONTI

 

   Esimio Presidente,

                                    se qualche mente sciagurata dovesse mai concepire il gesto scellerato di “silenziarLa”, gli ricorderei il nobile pensiero del grande Voltaire: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”.

   Chi scrive è uno dei tanti che Ella – dall’alto di una posizione nella quale ogni parola e ogni gesto si caricano di significati che incidono nella vita di relazione di ognuno – gradirebbe “silenziare” e che tuttavia Le dichiara la propria disponibilità a difenderLa se qualcuno volesse “silenziare” Lei. A questo qualcuno, come a Lei, ricorderei anche che la condizione di esprimere liberamente le proprie idee è una conquista di civiltà che l’uomo ha pagato duramente con le antiche crocefissioni, i roghi del medioevo, le fucilazioni e le camere a gas in pieno secolo XX.

   Spero solo, esimio Presidente, che la Sua filosofia “silenziante”, non si faccia spettro che gira per l’Europa dove – si dice – Ella è molto ascoltato. Ma spero innanzitutto che la Sua filosofia di mettere il bavaglio a chi non la pensa come Lei, non l’abbia insegnata ai Suoi discenti della Bocconi.

   Con legittima indignazione.

                                                                                                     Romolo Liberale

QUANTI PRETI VORRANNO RISPONDERE ALL’APPELLO DI DON ALDO?

 

 

   L’indignazione di don Aldo Antonelli per le oscenità berlusconiane di cui sono pieni gli organi di informazione nazionali e internazionali, è arrivata sul tavolo, e speriamo nella coscienza, di oltre cinquanta parroci e del Vescovo dei Marsi Pietro Santoro sotto forma di una proposta eclatante: per domenica prossima, tener chiuse le chiese e non celebrare messe, in segno di protesta per il silenzio delle gerarchie vaticane sull’ignobile spettacolo che si consuma nelle ricche ville di chi ci rappresenta in Italia e all’estero. A proposito del quale, va meditato il severo ammonimento di Josè Saramago al popolo italiano se, ancora una volta, ”gli dovesse mettere la poltrona presidenziale sotto le immonde chiappe”.

   Qualche domanda è legittima: quanti preti vorranno rispondere positivamente, insieme al vescovo, alla motivata a cristiana proposta di don Aldo? E quanti preti vorranno ricordare, con l’iniziativa proposta da don Aldo, che Gesù di Nazaret, proprio all’inizio della sua vita pubblica, il primo gesto che compì fu quello di scacciare i mercanti dal tempio? Quanti preti vorranno considerare, al di là delle prediche rituali, che nella categoria di coloro ai quali è negato il regno dei cieli, figura anche il nome di Silvio Berlusconi? Quanti preti vorranno interrogarsi sulla esigenza, per la Chiesa, di non mercanteggiare il silenzio con tornaconti che segnano lo scadimento dell’etica e della morale?

   Don Andrea Gallo, tutte le volte che parla della Chiesa, non dice genericamente “la chiesa”, ma la “mia Chiesa”, per sottolineare che cristiano è colui che ama la propria Chiesa e per questo la vuole mite, povera, pulita. Cristiana, appunto! Il che è tutto l’inverso di una Chiesa arrogante, ricca, sporca. Il che contraddice l’ essenza dell’essere e dell’agire cristiano. Ma innanzitutto che la Chiesa è di tutti. Ed è a questi tutti che va chiesto un sussulto di indignazione, che ha la forza dell’amore, perchè la Chiesa – “senza se e senza ma”, per usare un’espressione oggi di moda – faccia sentire, con, voce alta, con chi sta. E dica anche a Mons. Fisichella, il quale fa il bonista e si ingegna maldestramente ad accreditare come bonista il personaggio che in Italia e nel mondo ci fa vergognare, che la sua sortita rappresenta un pericoloso punto di scadimento dei valori cristiani.

   Quale può essere la linea di demarcazione tra quanti, nella Chiesa, pensano e operano come Mons. Fisichella, e, al contrario, pensano e operano come il Cardinale Carlo Maria Martini? E il modo come, da cristiani, si sta nella Chiesa (che non ha “proprietari”) e ci si comporta nella società? Il Cardinale Martini sostiene che “compito della Chiesa è testimoniare la parola di Dio, il Verbo incarnato, il mondo dei giusti”. E aggiunge che “tutto il resto è secondario”. Se quel che è “secondario” nella Chiesa è divenuto “primario”, è giusto che i preti interrogati da don Aldo si riprendano, con gesti di motivata protesta, quel che loro vien tolto e che sta al centro della propria scelta sacerdotale. Solo così potranno dare una più alta dimensione alla propria capacità e vocazione pastorale rispetto a quella diplomatica e teologica o, peggio, tornacontista e mercantile.

 

                                                                                                                                   Romolo Liberale

 

 DOVEROSA GRATITUDINE

In una società sempre più attraversata da disvalori, emarginazioni, disfacimento etico-morale, offese devastanti alla convivenza civile, uso delle istituzioni per vergognosi arricchimenti ad personam, trovare un’oasi nella quale si respirano alto impegno professionale, sollecita attenzione per il malato, stretta sintonia tra settore  medico e settore paramedico, è da salutare come confortante testimonianza a cui rivolgere sentita e  doverosa gratitudine nel congiunto rammarico dei continui tagli che finiscono sempre  a danno dei cittadini.

   E’ quello che faccio dopo 15 giorni di degenza e di cura presso la clinica “Di Lorenzo” dove la professionalità medica, il rapporto umano, l’eccellenza della strumentazione tecnica, hanno segnato i miei giorni con esito quanto mai positivo in termini di accertamenti e terapia.

   Ed è giusto che io testimoni pubblicamente i miei sentimenti di riconoscenza a quanti – staff medico e infermieristico – mi sono stati sollecitamente vicini.

 

                                                                                                 Romolo Liberale

ROMOLO LIBERALE

Avezzano

 

Avezzano 28 marzo 2012

 

 

 

 

 

 

 

A Mauro

per conoscenza e RI-conoscenza

 

Desidero che ti rimanga viva testimonianza

della mia immensa gratitudine per il tuo generoso contributo-omaggio per miei 90 anni. Ho percepito il senso della tua partecipazione – e lo conservo nel cuore -  come segno di un rapporto di stima e di amicizia che si costruisce nella limpida condivisione di valori che un mondo sempre più disumanizzato tende a vanificare. Incontrarci nei momenti significativi della nostra vita intorno a valori che collegano il nostro passato all’impegno sul presente e al sogno del futuro, è preservare la nostra umanità per donarla, quale patrimonio inalienabile, alle future generazioni.

 

Con un abbraccio ricco di amicizia e di affetto.

 

Romolo

 

 

ROMOLO LIBERALE

Avezzano

 

Avezzano 17 febbraio 2010

 

 

 Al Maestro Ettore Farina

 03039 SORA (FR)

 

 Gent. Maestro,

allego la richiesta liberatoria per la registrazione presso la SIAE del “nostro” Stabat Mater. Lo spartito che ha voluto cortesemente mandarmi mi ha coinvolto in parte culturalmente e in parte emotivamente. Ho sentito quanto può la connessione tra la parola di poesia di un laico e la creatività di un musicista di sentimenti religiosi. Mi pare di poter dire che il livello di spiritualità che musica e poesia generano nell’ascoltatore, rende giustizia all’assimilazione del dolore di una madre di duemila anni fa che si rinnova drammaticamente nel dolore di molte madri del nostro tempo.

Sentitissimi ringraziamenti per l’impegnata elaborazione e per la iniziativa di farne un CD.

Ho visto e rivisto il bel documentario su “Il culto Lauretano nel Ducato di Sora” di Antonio Mantova: è un documentario che testimonia come i percorsi religiosi, in particolare quelli più genuini della religiosità popolare svincolata dai condizionamenti della gerarchia, hanno largamente contribuito al farsi della storia. Di tutto ancora in vivissimo grazie.

Nell’auspicio di poterci incontrare a Sora o ad Avezzano, la saluto molto cordialmente.

 

Romolo Liberale

Mauro Rai

Ettore Farina