Associazione Presenza Culturale

amici di Romolo Liberale

04 novembre 2014

In ricordo dì Romolo Liberale

 

Un incontro coinvolgente, coordinato con partecipazione da Loretta Del Papa, si è tenuto ieri 30 ottobre 2014 sulla poliedrica figura di Romolo Liberale, scrittore, poeta, sindacalista e politico, presso l'auditorium della C.G.I.L. dell'Aquila, gremito dei tanti amici ed amiche che l'anno conosciuto e stimato.

La proiezione del documentario "Parole all'uomo", scritto e diretto da Haydir Majeed, ha consentito al folto pubblico di ripercorrere le vicende più significative della lunga e feconda vita di Liberale, che ha lasciato una importante eredità di scritti e di pensiero, da sviluppare ed approfondire nel futuro.

Gli interventi appassionati di Betty Leone, Umberto Trasatti, Sandro Giovarruscio ed Andrea Borghesi, hanno poi ricordato ed analizzato i tanti aspetti dell'impegno politico e culturale di questo intellettuale che mai ha varcato la soglia di un Liceo, ma che ha saputo perseguire la conoscenza in molti campi ai più alti livelli.

Attraverso la sua poesia civile, di levatura nazionale, Romolo Liberale ha dato voce alla sua terra, al suo Fucino, ai contadini ed agli umili, legando sempre la sua parola all'azione, convinto che il mondo potesse migliorare nella pace, nella libertà, nell'affermazione dei diritti e nell'armonia fra le culture.

Sicuramente la sua statura umana e di pensiero stimolerà molti a proseguire il suo cammino, attraverso iniziative che sono state annunciate durante il dibattito.

Una manifestazione, quindi, completamente riuscita che lascerà il segno e porterà i suoi frutti.

 

Annamaria Giancarli

Per Romolo Liberale

 

Vengo da Pineto, sulla costa teramana; uscendo dal casello, ho visto sulla destra di Avezzano un bellissimo arcobaleno e mi sono commossa pensando a quante volte nei versi di Romolo ricorre l'immagine dell'arcobaleno, metafora di speranza e di festa degli animi. Anche la Natura, da lui tanto amata, oggi nel giorno per Romolo, ha voluto fare un Omaggio al suo grande poeta e figlio.

Solo due anni fa festeggiavamo Romolo, ancora pieno di vigore e creatività, per i suoi 90 anni. Si presentava una raccolta di poesie La rosa, le spine, il profumo, libro voluta dall'amore di Mirka come omaggio al suo grande marito Poeta. Oggi siamo qui attratti e inscritti nel quadro di grande luce che l'Uomo, il Poeta, lo Studioso, l'Amico Romolo ha costruito nell'intera sua vita e che ci ha lasciato.

Ne piangiamo l'assenza fisica, il calore umano della sua parola, chiara e magistrale, lo sguardo limpido, la serena Pietas, ma lo sentiamo presente e vivo tra noi, tanto forte è la sua Vocazione di Poeta, che nell'incanto della poesia intreccia insegnamenti e valori della sua grande coerenza di vita. Dissi di Romolo, in passate occasioni per lui, poeta profeta; nelle nostre radici culturali indoeuropee il poeta Veggente; Omero, per la leggenda cieco, ha la vista interiore e dissi del carattere epico della sua poesia, ma oggi ne sottolineo l'aspetto didascalico e perciò propongo caldamente a voi cittadini di Avezzano e della Marsica di fissare un appuntamento annuale sulla poesia e sulla persona e sugli studi di Romolo, magari proprio il primo febbraio, soprattutto per le scuole e con le scuole. Appuntamento che l'Assessorato alla Cultura può proporre e promuovere, insieme ad un Comitato di Amici di Romolo Liberale..

Romolo, il poeta nato in mezzo al grano, ha un'ispirazione pura, generata nella sensorialità dell'infanzia dal fascino speciale della natura del Fucino e forgiata dalla profonda educazione etica della famiglia e della madre. Basta leggere nei suoi versi il grande amore passione per la terra, il paese, la simbiosi dei contadini con la terra e la loro storia di lotta. Romolo ha succhiato alle mammelle della Storia la grande Anima dell'Umanesimo e I'ha intrisa dell'Utopia cristiana e socialista. Ricordando la sua piccola raccolta di poesie " Sicut laica Religio", non è improprio dire di Romolo che è il nostro santo laico.

Nello sconcertato mondo di oggi, nell'oscuramento dei Valori di un preoccupante degrado antropologico, Romolo e la sua Poesia rappresentano un grandissimo Capitale per il restauro di valori etici ed estetici nella memoria e tutela anche della vostra identità marsicana.

II Romolo già entrato nella Storia, nasce oggi per gli attesi giorni di domani; Cito un suo verso dalla bellissima lirica Paese.

 

Pineto, 8 febbraio 2014

Anna Dell'Agata

06.02.2014

 

Agli organizzatori dell'omaggio a Romolo Liberale

Poeta e scrittore

 

Presso il Comune di Avezzano

 

Pregherei di rendere noti i pensieri che esprimo in questa lettera in ricordo dell'amico recentemente scomparso.

 

È forse nel DNA d'una citta che nell'ultimo secolo ha sofferto di una frattura insanabile con il suo passato, il limite di una carenza di organicità nel proprio tessuto culturale. Avezzano con il terremoto del 1915, venne rasa al suolo non solo nella pietra delle sue case e nella vita dei suoi abitanti, ma anche nella sua qualità omogenea e nella sua continuità di comunità con tradizioni e personaggi peculiari.

Si è poi verificato che nell'ultimo scorcio del Novecento la città ha espresso apprezzabili individualità nei vari campi della cultura e delle arti, ma con iniziative tendenti, in una prima e lunga fase,  a disperdersi in rivoli ed a non costituire il percorso unitario di una città a restare negli ambiti ristretti degli appassionati e degli amici, senza farsi, verso I'esterno, immagine solida di una civitas. Né le pubbliche amministrazioni purtroppo di qualunque orientamento politico e almeno fin qui salvo episodiche programmazioni, inautentiche nei fondamenti, hanno avvertito come loro precipua funzione, l'esigenza di sostenere un Corpus Culturale di prestigio, come invece e avvenuto in altre città d'Abruzzo, privilegiate da una risalente e consolidata storia culturale.

Per radicare maggiormente ii senso di una città come entità culturale, occorre che una comunità - Avezzano nel nostro Caso possa anche riconoscersi in singoli artisti di rilievo, in singoli personaggi capaci di lasciare traccia storica. E laddove essi esistano ed abbiano segnato, con la loro opera, un lungo tratto del percorso storico dei territorio, bisogna che la Città Se ne appropri, e che, nella loro produzione la comunità riconosca come suo  il percorso , i giovani scoprano le loro radici e che attraverso di loro, si superi la lamentata disorganicità'. Ebbene per me e in tal senso è emblematica la figura di Romolo Liberale.

Infatti con la sua innegabile valenza di scrittore e di artista della Città e della Marsica nuove, egli ha incisivamente caratterizzato il luogo-tempo in cui viviamo. Purtroppo va detto che Romolo Liberale, come intellettuale e poeta, al di la del'ambito politico di suo riferimento, non ha goduto in vita del riconoscimento ampio e generalizzato che avrebbe meritato. E ciò per un endemico virus diffuso, almeno tendenzialmente, nella nostra società: la subordinazione della Cultura alla Politica. Un vizio che Gustavo Zagrebelsky ha analizzato nel suo recentissimo pamplhet pubblicato da Einaudi: "Fondata sulla cultura".

Il faro che deve guidarci, come spiega I'illustre autore, e i'art. 33 della Costituzione. La vera cultura e libera, La cultura asservita a interessi politici ed economici tradisce il suo compito. E posso assicurarvi, per la mia lunga frequentazione con Romolo Liberale, che egli - pur avendo sempre lottato come uomo politico per l'affermazione dei principi e dei valori della sinistra - aveva un approccio assolutamente libero alla creazione poetica, che è costantemente stata la sua massima espressione artistica. Romolo frequentava, con competenza e passione, anche aitri ambiti della cultura: la scrittura storica, la scrittura teatrale ( che pure rientravano nell'interesse costante delle sue produzioni e delle quali spesso nei nostri incontri abbiamo proficuamente conversato) i1 mondo delle arti figurative. Ma sempre con lo spirito di un intellettuale libero.

Ora a cavallo tra il Novecento e g1i anni del Duemila si e fatta strada una inversione di tendenza in quella carenza di organicità evidenziata ali'inizio, con l'istituzionalizzazione di esperienze culturali e d'arte di sicuro valore, in particolare nell'ambito teatrale, che e sempre stato uno dei miei temi di colloquio con Romolo.

È dunque il momento di un forte riconoscimento pubblico della personalità artistica di Romolo Liberale, cittadino che ha dedicato alla cultura ed all'arte una parte rilevante della sua vita.

Non basta l'omaggio di oggi. Occorrerebbe continuità: almeno la intitolazione di un largo della città, e la scultura di un busto come e stato fatto per altri illustri personaggi della nostra storia recente o un premio artistico a lui intitolato. Romolo Liberale, con la sua sempre amabile e gentile figura, con la sua pacatezza dialettica e la sua sensibilità estetica, deve continuare ad essere presente fra noi e le giovani generazioni devono sapere e ricordarsi di lui

 

Giampiero Nicoli

 

Babbo Romolo sei una persona straordinaria, unica nel tuo genere, colorata di tutte le sfumature culturali che si trovano nel mondo. Sei capace di assumere decine di ruoli diversi ogni giorno e lo fai nonostante la tua notevole disposizione, non sei mai un ipocrita. Tutti i ruoli da te svolti formano una parte integrante del tuo essere. Pensi alla pace e al rispetto e benessere di tutto il mondo, ti dimostri capace con tutta la tua forza di poter abbracciare il mondo intero. Sei riuscito a compensare tutte le tensioni esistenti contrapponendole le une alle altre creando una rete tra i tuoi amici con l'onestà e grazie alla tua abilità politica sei riuscito a conservare in vita una specie di coalizione tra le regioni geografiche più sofferenti e le popolazioni più avverse povere e litigiose. Il delicato equilibrio che distingue il tuo lungo lavoro con i cittadini ti rende unico. Dopo tutti questi anni ami il popolo marsicano e  tra i popoli di tutto il mondo non ci sono frontiere. Grazie al padre universale creatore della terra, sole, luna, stelle, acqua e tutti gli elementi e gli essere viventi. Un grazie ancora più speciale perchè mi hai fatto conoscere una persona straordinaria.  Babbo Romolo ti voglio un mondo di bene.

Tuo "figlio adottivo" Husein

Caro Romolo è già passato un anno da quando ci hai lasciato, a noi sembra ieri. Il tuo ricordo è ancora vivo dentro di noi. Non potremo mai dimenticarti per il tuo modo di fare e per tutto quello che ci hai saputo insegnare. Abbiamo ammirato sempre la tua umiltà, la tua capacità di capire gli altri, di apprezzarli senza mai giudicare.

Non ti abbiamo mai sentito parlare male di qualcuno. Di persone come te ce ne vorrebbero tante in questo mondo. Sei rimasto vivo nel nostro cuore e chi ti ha conosciuto è stato fortunato perché tu davi messaggi anche senza parlare, solo con il tuo modo di vivere. Ti sei fatto amare per il rispetto che hai avuto per tutte le persone che hai incontrato nella tua vita. Sei stato un piccolo grande uomo, grande nella tua forza di volontà per portare avanti una vita piena di valori, grande come uomo di cultura. Se è vero che sei stato un grande uomo lo dobbiamo anche a Mirka che ti è stata vicina con fedeltà ed amore. Si dice che dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna. Eravate una coppia affiatata come se ne vedono poche. Grazie a Mirka e grazie a te Romolo, ti porteremo sempre dentro il nostro cuore. Non un addio ma un arrivederci.

Lidia Macerola

Ricordo di Romolo

 

Era una figura inconfondibile, col pizzetto alla Lenin, quando appariva sui palchi improvvisati a fare comizi nei paesi del Fucino. Se ne è andato laicamente, da comunista,

ci teneva a farlo sapere, d'esser tale fino alla fine. Il sobrio, estremo saluto dei compagni e degli amici è stato coerente con le idee che Romolo ha sempre avuto. Aveva aderito al Partito comunista, fin da giovane, dopo una simpatia per l'Anarchia, sotto l'influenza di Francesco De Rubeis e del medico Francesco Ippoliti. Funzionario del l' organizzazione del partito e del sindacato operaio e contadino, è arrestato durante le lotte del Fucino. E,' stato dalla parte degli ultimi, che hanno in sé la forza della ragione. C'è bisogno di potenziare il sapere per lottare contro 1e ingiustizie sociali, e far conoscere ai lavoratori i loro diritti, ripeteva spesso e con fermezza. Aveva studialo e sentito fortemente le poesie di Pavese, Neruda, Garcia Lorca, Hikmet, Brecht. Ha scritto odi per commemorare le vittime del nazismo, per esaltare i contadini che lottavano per la terra e per difendere il prodotto del loro lavoro. I valori positivi che sono a fondamento di una visione solidale dell'esistenza sono stati i temi delle sue opere, storiche e poetiche. Ha presieduto il Comitato per la pace e il riconoscimento della Palestina. Il Comunismo è ragionevole, è facile, è contro l'idiozia, è la fine della follia, è ordine e semplicità, affermava con Brecht Con fermezza, ha difeso i suoi ideali fino alla morte.

Giovanni D’Andrea